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Mimas: La Morte Nera nel nostro sistema solare?

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Niente paura: non siamo tutti condannati.

Magari un osservatore che si trovasse per la prima volta di fronte a questo corpo celeste, senza conoscerne l’identità, potrebbe andare incontro a un attacco di tachicardia e sudorazione sfrenata, soprattutto nel caso in cui fosse fanatico della famigerata saga di Star Wars. Sto parlando di Mimas, una delle 62 lune di Saturno (e potrebbero essercene altre ancora ignote!) particolarmente degna di nota. 

Caratteristiche fisiche

Mimas non è altro che una sfera relativamente piccola, dal diametro di 396 chilometri. Anzi, per dirla tutta, è relativamente minuscola: citando uno dei suoi aspetti più curiosi, infatti, è nientepopodimeno che il più piccolo corpo conosciuto capace di mantenere una forma sferica grazie al proprio campo gravitazionale, e questa non è una cosa da poco se si pensa alla quantità di corpi conosciuti all’interno del sistema solare (qualche centinaia quelli “tondeggianti”, migliaia e migliaia gli irregolari, più piccoli).

Se qualcuno si stesse domandando per qual motivo i corpi più grandi e massicci tendano ad acquisire la loro tipica conformazione a sfera, la risposta sta nel fatto che questo solido geometrico possiede la proprietà di disporre tutti i suoi punti superficiali alla minima distanza dal centro di gravità. Se avessimo un qualsiasi altro solido (ad esempio un cubo), infatti, riusciremmo sempre a trovare un punto posto al di sopra di un altro, e se pensiamo che i pianeti e le lune si son formati in condizioni di temperatura molto elevata, tanto da renderli dei corpi fusi, tale conformazione perderebbe di senso.

(Da qui in poi si parlerà abbastanza nel dettaglio delle caratteristiche fisiche di Mimas, che qualcuno potrebbe trovare più noiose. Se voleste passare direttamente all’aspetto davvero curioso dell’articolo, siete invitati a balzare al paragrafo “SCOPERTA DI MIMAS” e a proseguire da quel punto)

Ritornando a Mimas, un altro suo aspetto interessante è la densità. Quest’ultima è infatti estremamente bassa: soltanto 1,17 g/cm³. Apparentemente questo dato potrebbe non dirci molto, ma con un semplice confronto riusciremo a capire di cosa stiamo parlando. La densità dell’acqua, infatti, è di 1 g/cm³, mentre quella di un blocco di ferro è di circa 8 g/cm³: questo porta a pensare che Mimas sia prevalentemente costituita di ghiaccio d’acqua, accompagnato da solo una piccola percentuale di roccia (la temperatura superficiale, infatti, non permette la presenza di acqua liquida dal momento che si aggira intorno ai -190°C). Il pianeta Terra, per intenderci, presenta una densità ben 5 volte superiore a quella di Mimas.

Probabilmente riusciremmo a sollevare una grossa pietra di questo corpo celeste senza troppe difficoltà, dal momento che la sua densità è di poco maggiore di quella del polistirolo. Tuttavia, nel caso in cui volessimo farlo, ci conviene armarci di bombole d’ossigeno in quanto sembrerebbe non esserci atmosfera, o al massimo sarebbe estremamente rarefatta.

Per quanto riguarda il suo nucleo, sono al momento aperte due ipotesi: potrebbe essere presente un cuore di ghiaccio oblungo, all’incirca della forma di una palla da Rugby, oppure potrebbe esistere un oceano di acqua liquida sotterraneo, a 25 o 30 chilometri di profondità. La prima ipotesi sembrerebbe, al momento, quella più accreditata.

Esiste anche un’altro aspetto molto importante per quanto riguarda la struttura di Mimas, diciamo pure il più curioso, ma prima di citarlo parliamo di distanze.

Parametri orbitali

Innanzitutto dobbiamo comprendere quanto questo blocco di ghiaccio e pietra sia lontano da noi, giusto per capire dove si trova il soggetto.
Saturno dista dalla Terra mediamente
oltre 900 milioni di chilometri. Per renderci conto della distanza ci basti pensare che dovremmo fare andata e ritorno da Roma a Milano quasi 850.000 volte per poterla eguagliare.

Per comprendere quanto disti da noi Mimas invece si può pensare che la sua distanza dal pianeta anellato sia trascurabile rispetto a quel quasi miliardo di chilometri citato poc’anzi: mediamente, infatti, si aggira sui 185.000 km, circa 5000 volte di meno di quanto Saturno disti da noi. Effettivamente, di tutte le lune principali di Saturno, Mimas sembra essere quella più interna. Tale caratteristica causa grosse interferenze con la gravità del gigante gassoso, tanto che quest’ultima deforma il satellite grazie alla suo effetto di attrazione mareale molto accentuato, rendendolo un ellissoide avente l’asse maggiore circa il 10% più lungo di quello minore, una specie di sfera leggermente schiacciata.

La sua vicinanza al pianeta fa sì che il suo periodo orbitale, che si traduce nel tempo necessario per compiervi un’orbita completa intorno, sia di soltanto 22,5 ore, circa un trentesimo di quello della nostra Luna. Inoltre, come per la maggior parte delle lune di Saturno, è in rotazione sincrona col suo pianeta, mostrandogli cioè perennemente la stessa faccia (analogamente a quello che avviene con la nostra Luna).

Il gigante Saturno e la minuscola luna Mimas, in basso a sinistra

Scoperta di Mimas

La fatidica luna venne scoperta nel 1789 dall’astronomo tedesco William Herschel. Il nome fu scelto dal figlio di quest’ultimo, John Herschel, in onore al figlio di Gea nella mitologia greca, per l’appunto Mimas.
Tuttavia il famigerato astronomo non poté osservarla in alta definizione in quanto armato di un telescopio piuttosto primordiale. Solo
nel 1980 venne fotografata per bene dalla sonda Voyager I, e questo è un aspetto essenziale nel il discorso che ho intenzione di farvi riguardo alla più strabiliante curiosità di Mimas. La data appena citata, infatti, è la prova che i creatori di Star Wars non si sono ispirati a Mimas per il design della Morte Nera, la famosa arma di distruzione di massa della saga. Perché dico questo? Beh, la risposta è semplice. La Morte Nera è proprio la prima cosa che balza alla mente ammirando Mimas nella sua interezza, data la sua incredibile somiglianza.
Ma andiamo a capire bene cos’è che la rende il suo “gemello buono”.

Scatto che mette in evidenza la superficie craterizzata del satellite

L’incredibile cratere Herschel

A causa dell’assenza di atmosfera, Mimas è bersaglio facile per i meteoriti. In un pianeta, infatti, la densità atmosferica conferisce uno scudo protettivo che impedisce alla maggior parte dei meteoriti (i più piccoli) di raggiungere il suolo prima di venire completamente disgregati, e un esempio lampante è il noto Venere: la sua atmosfera è così densa da conferirgli il titolo di pianeta roccioso presentante meno crateri da impatto tra tutti quelli del sistema solare. La luna Mimas, al contrario, è letteralmente ricoperta di siti da impatto con meteoriti di dimensioni piuttosto rilevanti. Alcuni crateri raggiungono addirittura i 40 chilometri di diametro, ma nessuno di questi arriva ad essere paragonabile a quello che è il più grande in assoluto. Il Cratere Herschel (in omaggio allo scopritore di Mimas), infatti, presenta lo strabiliante diametro di 140 chilometri, un valore incredibile se paragonato agli altri ma soprattutto se paragonato alle dimensioni del corpo celeste, come potrete facilmente notare dalle immagini. Herschel si estende infatti per circa un terzo del suo diametro, e non vi è alcun pari in quanto a proporzioni (nota, non dimensioni ma proporzioni) nell’intero sistema solare a noi noto.

L’impatto è stato così devastante che ha letteralmente “cambiato i connotati” a Mimas. Ai bordi del cratere si sono formate delle vere e proprie catene montuose alte ben 5 chilometri, al suo interno sono presenti delle depressioni di ben 10 chilometri rispetto alla superficie circostante e la tipica vetta centrale che si forma nella maggior parte dei crateri di grandi dimensioni raggiunge i 6 chilometri di altezza rispetto alla base del cratere stesso. Infine sul lato opposto del satellite l’impatto si è fatto sentire per bene, causando fratture a causa delle incredibili onde d’urto che sono riuscite a penetrare tutto il corpo nella sua lunghezza, arrivando a disgregare buona parte della sua superficie.
E’ innegabile che il cratere Herschel assomigli molto all’analoga sede del cannone superlaser della fantomatica Morte Nera della saga di Star Wars, e che questa caratteristica e, perchè no, un po’ anche il colore, rendano Mimas il suo “gemello buono”.

Potete giudicare voi stessi dalle foto.

Confronto tra Mimas e la Morte Nera. Secondo le informazioni riguardo le dimensioni di quest’ultima, la foto rappresenterebbe i due corpi in scala.

AUTORE: SAMUELE ANTICO

IMMAGINE DI COPERTINA: IRENE NUR ROMAGNOLO

FONTI:

E altro da conoscenze personali.

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